IL MINISTERO PROFETICO ED IL RISVEGLIO.

Non può esistere una chiesa viva, dinamica, in stretto contatto col proprio Signore, attenta alle Sue direttive, pronta a seguire tutte le Sue indicazioni senza il ministero profetico.
Contrariamente a ciò che molti pensano, Gesù agli Apostoli non diede tutte le indicazioni necessarie per poter guidare la chiesa dal giorno della sua nascita fino al giorno in cui Egli verrà a prenderla per portarla nella Sua gloria. Volutamente non disse tutto, lasciando al Consolatore, lo Spirito Santo, il compito di continuare a parlare e a dire ciò che dovevano fare in seguito.
Giovanni 14:26 “Ma il Consolatore, lo Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto”.
Con questo volle dire: “tutto ciò che vi serviva fino ad oggi ve l’ho detto, alcune delle indicazioni che vi serviranno per il futuro ve le ho date, ma non vi preoccupate se ve le dimenticherete, fare pure a meno di prendere degli appunti, il Consolatore che il Padre vi manderà nel mio nome vi ricorderà tutto ciò che vi ho detto. Inoltre vi sono varie cose che non vi ho detto. Anche per queste non siate in ansia e non vi preoccupate. Lo stesso Consolatore vi insegnerà ogni cosa”. E così fu.

Passò pochissimo tempo e giunse il momento in cui Dio decise di aprire le porte della salvezza ai non giudei (gentili). A Gesù non sarebbe costato nulla, quando era ancora con i suoi, dire a Pietro: “un certo Cornelio, centurione romano, ti manderà a chiamare affinchè tu vada nella sua casa e gli parli della salvezza. Quando ciò succederà, vacci senza indugiare perchè io voglio che la salvezza sia estesa anche ai gentili. Entra nella sua casa e battezzali nel mio nome dopo che avranno ricevuto il dono dello Spirito Santo.”
Sarebbe stato facile ed avrebbe evitato tutte le dispute che poi vi furono sulla questione della salvezza dei gentili, ma Gesù voleva che la Sua chiesa si abituasse alla guida dello Spirito Santo, voleva che le rivelazioni ricevute attraverso i sogni, le visioni, le parole profetiche avessero la stessa forza e lo stesso valore delle parole pronunciate da Lui direttamente.
Egli non avrebbe lasciato la Chiesa senza una guida; dopo la Sua partenza non si sarebbero dovuti “arrangiare” cercando delle risposte alle loro domande a destra e a manca, ma la Parola sarebbe stata sempre in mezzo a loro.
Non vediamo gli Apostoli che prendono delle decisioni, ma li vediamo che ascoltano attentamente la voce dello Spirito Santo per eseguire ciò che suggeriva loro.

Era ed è volontà di Dio che la Sua chiesa venga guidata direttamente dallo Spirito Santo attraverso la Parola vivente che viene trasmessa attraverso il ministero profetico. Nella Parola scritta troviamo il fondamento sul quale la chiesa deve essere edificata, ma le istruzioni per edificare oggi su questo fondamento le riceviamo direttamente da Gesù.
Solo chi se ne va per sempre si preoccupa di lasciare tutte le istruzioni per il futuro, ma Gesù non si preoccupò affatto di questo perchè Egli avrebbe continuato a vivere per sempre in mezzo alla Sua chiesa.
A molti ha fatto comodo far credere che Gesù ormai non parlasse più, che se ne era andato, che nessuno poteva ascoltare più la Sua voce, perchè in questo modo hanno potuto diffondere le loro teorie, i loro dogmi, le loro false religioni. Hanno detto: “Dio non parla più, tutto ciò che dovete sapere ve lo diciamo noi”, e con questo inganno hanno portato molte persone alla perdizione.
DIO HA SEMPRE PARLATO, PARLA E PARLERA’ ANCORA. Oggi la Sua voce risuona chiara per guidare la Sua chiesa verso la verità e la salvezza eterna. Il Suo messaggio per i nostri giorni è fresco, attuale, reale e vero. Non si tratta della voce registrata di qualcuno che non parla più, la Sua testimonianza “in diretta” è affidata allo spirito della profezia (Apocalisse 19:10).
La Chiesa è affamata di sentire la Sua voce ed Egli è desiderosissimo di parlare al popolo. Molti, volendo proteggere la chiesa, non le consentono di ascoltare questa voce. Non sapendo discernere tra la voce di Dio e le altre voci, vietano di ascoltare qualsiasi voce.
Questa è pura pazzia! E’ come se io ad un mio figlio facessi fare un intervento per togliergli ogni possibilità di ascoltare perchè altrimenti potrebbe udire delle parole volgari.

Pensiamo di dover essere noi a proteggere la Chiesa. Se lo Spirito Santo è presente sarà esso stesso a proteggerla. Essa appartiene a Dio e non a noi e sarà Egli stesso a proteggerla e a conservarla fino al giorno del ritorno di Gesù. Noi dobbiamo solo svolgere il ministero che ci è stato affidato.
Ascoltare la voce di Dio è di grandissima utilità per restare svegli. Comunità sono rinate, hanno sperimentato una grande crescita, hanno ricevuto un grande vigore dal momento che è stato ristabilito l’ascolto della parola di Dio attraverso la voce profetica.
2 Pietro 1:19 “Noi abbiamo anche la parola profetica più certa a cui fate bene a porgere attenzione, come a una lampada che splende in un luogo oscuro, finché spunti il giorno e la stella mattutina sorga nei vostri cuori, sapendo prima questo: che nessuna profezia della Scrittura è soggetta a particolare interpretazione. Nessuna profezia infatti è mai proceduta da volontà d’uomo, ma i santi uomini di Dio hanno parlato, perché spinti dallo Spirito Santo”.
Paolo, nel capitolo 14 di I Corinzi dice: “Cercate ardentemente i doni spirituali, ma soprattutto che possiate profetizzare”.
Questo non perchè questo dono è il più bello, è quello che fa più effetto o quello che dà più soddisfazione a chi lo esercita, ma solo ed esclusivamente perchè è quello di maggiore utilità nel delicato lavoro di EDIFICAZIONE e CONSERVAZIONE del corpo di Cristo. Egli vedeva l’impatto positivo, il risveglio, il timore di Dio, il ravvedimento e la forza che produceva nella chiesa, per questo ripetutamente invoglia e spinge verso questo dono.
“Perciò, fratelli miei, cercate ardentemente il profetizzare…”
La chiesa non si muove per tentativi, bensì sotto l’attenta guida di Dio. Tutti i risvegli sono stati caratterizzati da un “risveglio” del ministero profetico, dalla possibilità data a Dio di comunicare con il suo popolo.
Se a Dio chiudiamo questa porta preziosissima, non potrà più comunicare in modo diretto ed in “tempo reale”.
E’ la Sua voce viva che corregge gli errori, ammaestra, rivela i segreti, ricorda del futuro, tiene unito il suo popolo e lo incoraggia. Trasforma il popolo da sonnecchiante a sveglio ed attivo.
Il popolo ha fame di Dio e di ascoltare la Sua voce, non lo priviamo di questo grande privilegio. Chi si oppone a questo sarà responsabile di aver lasciato la Chiesa affamata e senza un aiuto che Dio le vuole fornire per il suo bene.
Vedrete comunità che verranno trasformate, che si risveglieranno; la Sua voce sarà potente e tuonerà, e tutti saranno guidati e ammaestrati in tempo reale dal Maestro dei maestri.

“Provatemi in questo”, dice il Signore, “e vedrete la differenza…”